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Quando ti vedo stanca e affranta
quando sei senza aureola
senz'ali...
ti rifarei i capelli in tinta chiara
e muggirei di pace per darti acqua.
Tu che ti fai in otto a cucinarci
ti meriti dieci e lode
corona d'alloro,
tu che diventi madre ad accudirci
e ti sostieni sopra un filo di pazienza,
ti vedrei su un trono di speranza
sulle pieghe
di debite eloquenze.
Scappiamo adesso dal nostri guai
andiamo dove il cielo ci sostiene
dove la terra feconda pagliericci e zolle
dove siamo aromi
di coerenza e forza.
Attraversiamo il ponte dei sospiri
per ritrovarci liberi e imberbi
sui cicli della luna, sulle dovute sponde
di mari estivi a danzar sirtaki,
tu Ero io Leandro,
attraversiamo l'antro
che porta al vero io.
Quando torneremo a casa avremo
capito cosa vuol dire vita, cos'è il dolore
il sacrificio, ma anche quell'attimo
di riso quel gioco, quel soffermarci
amanti sugli strali del piacere.
Quando ti vedo vera, s'illumina la sera.